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basic blackjack Ely's blog: giugno 2009

Ely's blog

DAI MIEI QUADERNI: ESTRATTI VAGHI MA SINCERI Foto esclusive ed esclusivamente scattate col cellulare.

martedì, giugno 30, 2009

La Terra di ciò che è



Ho finito il libro. Difficile dire cosa mi ha lasciato. Sicuramente un libro interessante e utile.
Penso nel buio della mia stanza.
Penso che c'è troppa afa oggi, che fatico a respirare e che ho un lieve formicolio alle mani. Abbandono per un attimo tutti i pensieri da quelli perversi della mattina, alla lite in casa solo perchè mi sono svegliata con il piede storto, ai pensieri di due estati fa quando non riuscivo a stare in piedi e camminare tra la gente. Ai pensieri di ieri e a quelli di domani.
Perchè sono così impulsiva? Perchè a tratti sono violenta con me stessa e mi faccio male? Perchè a tratti perdo il controllo?

Ricopio un passo importante:
quando percorriamo il sentiero della verità, sentiamo fluire in noi la bellezza e la perfezione di ciò che siamo, di ciò che sono gli altri e di tutto ciò che è. Scegliamo così la via della dolcezza, della gentilezza, della compassione, dell' accettazione e dell'apprezzamento, che colmano la nostra mente e le permettono di dare vita all'amore nel nostro cuore. E L'amore che regna nel cuore attira tale sentimento anche nella nostra vita.
un pensiero per Te e un saluto prima di partire,
non avendo potuto fare in altro modo.

Così si intitola il 14esimo capitolo del libro che sto leggendo.

Rientro dopo una settimana impegnativa. Il mio culo costantemente sul treno mi vede in una giornata prendere due frecciarossa per raggiungere due città troppo distanti. Anche il mio portafoglio "mi ha visto".
Ieri pattinavo come tutti i giorni quando sono a casa per le campagne di casalbagliano - villa del foro. E pensavo. A niente. Quanto è bello riuscire a fare una cosa che ti permette di non pensare a nulla. Ho abolito anche l'mp3. Giro per la campagna ascoltando i rumori che la terra mi presenta. Osservo i colori e il paesaggio, sento gli odori e i profumi. Saluto i vecchini che puntulmante mi vedono passare. E penso alla pace che mi infonde, lontana da cellulari che squillano, dal traffico cittadino, dai computer e dalle persone.

E' anche bello pensare che al tuo rientro gli amici ci sono. E si ritrovano proprio lì dove li hai lasciati con parole e sogni da raccontarti. Il Pag, Il dena, Sergio, Il lepo. Anche chi non risponde.

Un Settembre bello tosto mi aspetta e per questo mi godo il buono che colgo quotidianamente continuando a lavorare alle mie cose e ricercando continue suggestioni nel fare cose nuove, nel conoscere, nel leggere, nel provare sensazioni differenti, nell'ascoltare. Ho trovato Regina Spektor e Dresden dolls che mi hanno aperto con la loro musica un mondo e confermato i miei voleri.

Un'audio-cassetta
nel mio registratorino
mi chiama a premere
"play"
ascolto l'inedito
piano e voce che mi hai lasciato
dopo atti che non vedo
ma che sento.
Nulla è successo
perchè quella notte stavo dormendo
ma faceva troppo caldo
per trovare un sonno,
dolce.
Tu eri accanto a me
mi hai cullato
tutta notte
e al nostro risveglio
un bacio ha racchiuso il nostro
Amore.
Tu che sei sopra le righe
e speciale a tuo modo.
Racchiudi un cuore troppo grande
e pensieri importanti.
Conserva i valori di un tempo,
mantieni tutto questo
prezioso tesoro,
che voglio condividere.

domenica, giugno 21, 2009

Arrabbiata









Lei è una arrabbiata.
E' una ragazza arrabbiata col mondo.


Sono le 21.57 in questo preciso istante.
Ascolto alla radio il concerto "Amiche per l'Abruzzo" in stanza con l'amica Sissi che ormai condivide parte delle mie giornate e viceversa.
Come al solito ha acceso incensi ovunque e candele sparse per la stanza illuminano quel poco che occorre in modo tale che ognuna possa racchiudersi nella propria intimità e lavorare o scrivere al pc. Ognuno con un pc.
Ripenso al week end appena trascorso e alle cose che mi sono rimaste:
Le canzoni che sto ultimando. Amici che vengono a sentirmi a poi scappano senza farsi vedere. La chiacchierata sulla panchina in piazza a Bosco e l'intimità della mattina. Il pranzo con leMini. "Nessuno mi può giudicare" e le spalle al pubblico. Le parole sprecate sotto la pioggia a cercare di trovare un punto di incontro quella sera, che non è mai arrivato. La voglia di ascoltare solo le canzoni e basta. Senza nessuna pretesa di vedere nessuno e senza cercare nulla. Io, Sissi e La Helmy sotto la pioggia nel tragitto Kursal - parcheggio macchina.


Una pioggia sottile
bagna la mia pelle
lava via il fango.
Acqua che si fa sentire
come le parole
scambiate con violenza
sotto i portici di una piazza:
si fanno cullare dal vento
adagiandosi dentro di noi
tra un "vaffanculo" detto a voce
e un "vaffanculo" detto per telefono.
Poca è la differenza ma uguale
è il vuoto.
Cosa rimane?
Solo parole in musica,
il volto di una bimba dagli occhi
curiosi e attenti.
L'attimo in cui un auto
ci sorpassa a tutta velocità
sotto la pioggia
Fermo l'istante esatto
del "parallelismo".
Acqua che schizza sul parabrezza
oscura la visuale
di me,
che fuggo.


Non sono arrabbiata col mondo, come qualcuno ha detto.
Ma un fondo di verità c'è.
Forse con quacuno ce l'ho,
Con me.

giovedì, giugno 11, 2009

Contaminata

16 giugno
Non c'è niente da capire. Sono pensieri sparsi della mie mente.

Cagne e porche. Sì, mi andava di esordire così in questa aggiunta di post. Abile osservatrice o osservatrice disattenta? Come posso essere entrambe le cose? Eppure è così. Mi accorgo di certe cose e altre mi sfuggono. Perchè forse non mi interessano. Sì, mi accorgo solo di quelle che mi interessano. Difetto. Fatto sta quella cosa l'ho vista. E forse si vedeva lontano un miglio senza dover attraversare tutto il cortile o senza dover ascoltare i passerotti. Ma di lì ci dovevo proprio passare. Era inevitabile.
Fatto sta poco importa, non mi interessa neppure. Me la compro anch'io una macchina fotografica così poi mi danno i pass e divento fotografa ufficiale di chissà chi. auhauahauh.Che scema che sono, dai cazzo...però doveva essere vestita come me?! auhauahauh. Che deficiente che sono. Continuo a ridere da sola. Sono divertita, comunque sono scene che mi divertono. Meno male.
Ci sono anche altre cose che vedo e che non capisco.
Non Belen che è in tv in questo momento. Lei mi piace. Cazzo l'apprezzo quasi più come cantante che come subrette e poi mi piace il suo accento. Forse dovrei conoscere una ragazza come lei. Per acquietare le mie voglie. Ma chi non si divertirebbe con una così. Eh.
sì...vaffanculo.
E poi è ovvio che queste non possono corrispondere a quelle di altre persone.
Se io voglio fare una cosa non è che posso costringere a fare...cioè se voglio leccargli il braccio e poi dirgli una cosa all'orecch...auahauhauah che ridere cazzo. Rido di nuovo da sola.
Fatto sta sono davvero un oggetto sul comodino?






Quando sei lì per gustare una torta...ed invece ti arriva in faccia.
Quando esci da un aula di scuola e fai il segno dell'ombrello rivolto agli insegnanti dall'altra parte del muro e non sai che...anche loro te lo stanno facendo.
Quando ti accorgi delle sfumature di una persona. Quelle sfumature che tolgono il buono e lasciano il resto.
Quando ti accorgi che ci sono occhi che ancora parlano e non sai fino a quando...
e ti accorgi che le tue orecchie non vogliono più ascoltare, sono stanche e
vogliono la pace.



Solo Tu puoi aiutarmi,
ad allontanare
tutto il marcio che osservo.
Tu che rimani puro
nel tempo
e che non subisci contaminazioni.
Aiutami,
stammi vicino
e dammi un po' del tuo essere.

Workshop Redbull



Agli attimi di squilibri nel viaggio Reggio-Milano e all'energia che mi sa regalare.





Foto carrellata di istanti del worksphop coi Bluvertigo indetto da redbull accademy.
Mantengo il "buffè" degno di qualsiasi catering sopra le righe. Le genialità musicali e le risate dei miei compagni, le botte e i miei attimi di squilibrio. Chiedo scusa a chi se le è prese involontarimante. I rumori registrati con Andy e il gioco ritmico che mi ha insegnato. Il pa-pasta che non sono riuscita a sentire.

venerdì, giugno 05, 2009

La principessa che credeva nelle favole





Il titolo di un libro posto sullo scaffale di una libreria attira il mio sguardo: "La principessa che credeva nelle favole". Decido di comprarlo e inizio a leggerlo.
Mi allontano per un momento dalle vicende del libro, è ancora troppo presto per esprimere un giudizio, un pensiero o una suggestione.
Un abbraccio e una parola "scusa". Apro gli occhi era solo un sogno. Non mi lascio influenzare dalle suggestioni esterne, da ciò che si legge da ciò che si dice. Guardo il cerchio che si è chiuso e osservo tutto quello che vi è racchiuso in mezzo. Già, tutto ciò che racchiude. Uno spazio enorme, un vortice di sensazioni troppo veloci e difficili da capire, da controllare. Sono tutte racchiuse lì, delimitano il cerchio che ha trovato la sua coda. Il punto di chiusura.

Osserva una rosa
che ha perso il calore
ma non il colore.
una rosa sempre più scura
dietro ad un vetro
fatica a respirare:
congela l'istante.
Un' ombra che forse non c'è mai stata
forse non l'ho mai vista
o forse si.
Cara amica,
non saprei dirti cosa ho visto.
Da dietro l'angolo sono spuntati
il leprotto bisestile
e il cappellaio matto.



Penso al cerchio che si è chiuso e a tutte le persone che incosciamente non lo sanno ma ci sono racchiuse dentro perchè hanno vissuto o vivono con me.
A voi e alla mia favola.

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