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basic blackjack Ely's blog: C'è gente che deve dormire

Ely's blog

DAI MIEI QUADERNI: ESTRATTI VAGHI MA SINCERI Foto esclusive ed esclusivamente scattate col cellulare.

mercoledì, luglio 08, 2009

C'è gente che deve dormire


Ho capito cosa mi stava succedendo. Stavo impazzendo e vedevo nel quotidiano i segnali. Stiravo, cucivo, disegnavo, pulivo il bagno, scendevo le scale, passeggiavo per le vie e sotto i porticati di una qualsiasi città, sorretta dal perno. Mi ero focalizzata su un unico punto di riferimento che a tratti crollava ed io di conseguenza. EViceversa. L' errore di concentrare la propria esistenza su quel perno tralasciando e non curando i tesselli che invece erano sempre stati lì, accanto a te pronti a sorregerti. L'errore di non considerarsi prima di tutti. L'errore di non prendere mai una decisione di testa propria perchè prima la si vuole condividere. L'errore di aspettare sempre qualcosa di nuovo. L'errore di fare e non essere capiti lacera da dentro. L'errAre dell'incomprensione che regna sovrana tra persone appartenenti a regni forse troppo diseguali. L'errore di adagiarsi e di non avere riscontro, di non trovare risposta, di non trovare presenza lacera da dentro. L'errore di non trovarsi e di non capire la gravità. L'errore di credere che senza perno si possa morire.
Solo io ci pensavo? Cosa c'era che non funzionava? Erano palline che correvano in direzioni opposte?
L'errore di sbagliare. L'errore di porsi troppi interrogativi. L'errore di non stare bene. L'errore di amare troppo in modo sbagliato.
Stavo impazzando e forse,
non si sarebbe accorto neppure di questo.

Caro Marco,
fanno in fretta a dimenticarti
ed io come loro.
Se non conservassi quel quadro e petali di una rosa
non saprei della tua esistenza
la vita corre troppo in fretta
e tu in balia degli eventi,
sopravvivi.
Forse più di qualsiasi altra persona
saresti stato il mio confidente personale
perchè mi piaceva raccontarti
e mi piaceva starti ad ascoltare.
Nulla c'era tra noi,
e nulla eravamo
se non un barile sulla quale versavamo
le nostre angosce e i nostri problemi
e ora che ho imparato a non cercarti
mi manca un po' la tua figura
e il ruolo che hai rivestito
per poco tempo
nella mia vita.
Caro Marco,
ti scrivo dal profondo del mare,
nascosto dentro un giardino di Corallo
a riparo dagli squali
ma invisibile per le sirene
Quando Ne Ho Voglia
Alzo gli Occhi e Guardo Il Sole
attraverso un milione
di miliardi
di metri cubi d'acqua
e finalmente
Non Mi Bruciano più gli Occhi
...Marta sui Tubi.


Sono sotto un milione di miliardi di metri cubi d'acqua anzi, sicuramente di meno.
Con un salto precipito giù con poco respiro. Giusto il tempo di capire che lì non si tocca e che l'aria manca. Apro gli occhi ma bruciano ci vuole ancora un po' prima di arrivare a galla. Fermo l'istante infinito in cui sono rimasta sotto, in cui sentivo solo voci lontane e vedevo luci in superficie. L'istante in cui ho pensato: voglio tornare a galla, voglio respirare, voglio stare bene.

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